La funzione principale della bussola a traguardi è la rilevazione dell'azimut ed il suo utilizzo per la navigazione e/o l'orientamento. La tipologia di costruzione della bussola ci permette di traguardare e leggere la scala senza in pratica spostare l'occhio (o di spostarlo poco) con il minor rischio di muovere la bussola durante l'operazione.
LE FASI:
Vista laterale del posizionamento dei traguardi.
1.Ruotare il coperchio in modo che formi un angolo di 90° con la scatola della bussola;
2.Sollevare il portalente in modo che formi un angolo di circa 45° con la scatola. L'indice della scala deve essere allineato con l'asse della bussola.
Vista dal lato dell'osservatore.
3.Tenendo la bussola in mano davanti al viso, in piano, guardare il punto da osservare ossia lo si allinea dietro la tacca ed il filo di traguardo teso nella fessura del coperchio.
4.L'ago della bussola si dispone verso il nord e possiamo leggere, attraverso la lente del portalente, il valore dell'azimut direttamente sulla scala.
Particolare della vista della misura dell'azimut dalla lente.
Ovviamente, se la bussola è appoggiata su un piano possiamo anche leggere l'angolo senza guardare dalla bussola incorporata nel portalente ma direttamente dal vetro della capsula usufruendo della piccola lente incastonata in esso. Per procedure più avanzate di utilizzo, come le triangolazioni, si consiglia tale sito.
Il principio di funzionamento della bussola topografica a traguardi si basa sull' interazione fra l'ago magnetico ed il campo magnetico terrestre.
ORIGINE:
La struttura del campo magnetico terrestre mostra che esso può considerarsi generato prevalentemente da un dipolo magnetico, situato nel centro della Terra e inclinato di 11°30' rispetto all'asse terrestre. I punti in cui l'asse del dipolo incontra la superficie terrestre sono detti poli geomagnetici.
In realtà, l'origine del campo magnetico non è ancora del tutto chiarita e attualmente si ipotizza che esso possa essere generato dal movimento di cariche elettriche (ipotesi della dinamo ad autoeccitazione).
Si può applicare alla Terra il modello della dinamo, immaginando:
1) la presenza iniziale di un debole campo magnetico non uniforme;
2) la presenza di un nucleo fuso, buon conduttore;
3) la possibilità di movimenti nel nucleo stesso.
I movimenti nel nucleo fuso inducono una corrente che produce un campo magnetico nuovo, che a sua volta induce una nuova corrente nel nucleo, che da parte sua provoca un nuovo campo magnetico e così via. Date queste caratteristiche, il modello è stato chiamato della "dinamo ad autoeccitazione". Si pensa che le sorgenti di energia più probabili per mantenere il movimento all'interno del nucleo siano dei movimenti di calore all'interno del nucleo, paragonabili a quelli che si sviluppano in un liquido messo a bollire (moti convettivi).
Di seguito propongo un breve filmato a cura dell' Agenzia Spaziale Italiana (ASI) che illustra la genesi del campo magnetico terrestre:
PRINCIPIO FISICO:
L' ago della bussola punta in direzione del polo nord magnetico che non coincide con il polo nord reale, ovvero il punto dove passa l'asse di rotazione terrestre. La posizione del polo nord magnetico non è costante nel tempo, attualmente si trova nell'estremo nord del Canada, ed il suo spostamento negli anni fa si che l'errore che si commette prendendo come riferimento il nord magnetico anzichè il nord geografico vari anch'esso nel tempo. Questo errore, ovvero l'angolo fra la direzione al nord geografica o la direzione a l nord magnetico, si misura in gradi-primi-secondi, è detto DECLINAZIONE MAGNETICA ed è diverso da luogo a luogo. Tali valori vengono riportati in apposite tabelle riferite alle posizioni di misurazione. Il cerchio azimutale presente sulla bussola a traguardi permette, in generale, la misurazione dell' azimut rispetto a vari obiettivi e anche della declinazione magnetica, nota la direzione del nord geografico.